Lo zafferano e Nizza Monferrato

 

Nel XVI secolo Nizza Monferrato e il territorio circostante erano ricchi di prodotti pregiati quali cereali, lino, canapa, uve e zafferano. Dai primi anni del seicento, dopo un periodo molto fiorente, iniziò  la decadenza di molte  di queste colture.  

Attualmente l’agricoltura raggiunge di nuovo punte di assoluta eccellenza quali la produzione vitivinicola (grandi uve DOC e DOCG), la coltivazione di ortaggi (il cardo gobbo), di frutta (la mela di San Marzano), di foraggi con l’allevamento di bestiame di razza piemontese e di cereali.  Nel 2016, l’azienda agricola di Roberto Perfumo, ha riportato sulle colline di Nizza Monferrato (Patrimonio dell’umanità UNESCO per i suoi beni paesaggistici e per il vino barbera), l’antica arte della coltivazione dello zafferano.

Lo zafferano puro in stimmi “Nissa” è di categoria 1.

I bulbi sono messi a dimora, con la luna crescente, ai primi di settembre e la raccolta, normalmente, da ottobre a fine novembre. Non  sono usati concimi minerali  e  diserbanti , eventualmente fertilizzante organico (stallatico maturo – ovino o bovino).  La mondanatura e  l’essicazione  degli stimmi è effettuata nel laboratorio in Nizza Monferrato a norma del Reg. CE n. 852/04 e s.m.i.

 

Una curiosità è che nell’antichità, lo zafferano era conosciuto più per le sue proprietà medicamentose che culinarie.

Lo zafferano è citato nel cantito dei cantici, nei papiri egiziani e nell’Iliade. Nel Medioevo e nel Rinascimento era considerato quasi una panacea.